Campo Parignano

Ascoli Piceno

Campo Parignano è un quartiere situato a ridosso del centro storico di Ascoli Piceno. Per via della presenza del fiume Tronto che lo separa fisicamente dal resto della città, è considerato un luogo marginale e al di fuori dei circuiti turistici più tradizionalmente intesi. L’area vanta una collocazione strategica: da un lato risulta molto vicina al centro, vicinanza che ne innalza il potenziale di attrazione per turisti e abitanti che possono fruire di un interessante patrimonio identitario, storico-artistico e paesaggistico al momento non sufficientemente valorizzato; dall’altro, la sua breve distanza da un centro ricco di servizi e di grandi attrattori, hanno fatto sì che fino ad oggi la zona fosse scarsamente attenzionata sia dai visitatori, che tendono a restare in centro senza varcare il ponte, sia dagli stessi cittadini che lo considerano un luogo privo di attrattività, di servizi e di stimoli culturali.

Negli ultimi anni è stato puntato un faro su questo quartiere, dato il suo potenziale di innovatività e attrattività, ed è stato avviato un consistente processo di rigenerazione urbana, che vogliamo qui raccontare.

Le cartoline

Le cartoline di Campo Parignano sono state realizzate attraverso un percorso partecipativo condotto dall’artista e curatore Ado Brandimarte. In una prima fase di residenza, sono stati individuati luoghi simbolo del quartiere in rigenerazione, catturati dagli scatti fotografici di Francesco Mazzocchi. In una secondo fase di workshop, realizzato con le comunità del quartiere, le immagini, in formato cartolina, sono state rielaborate, attraverso la tecnica attraverso una tecnica mista di collage fotografico e interventi cromatici, dalle e dagli abitanti del quartiere che ne hanno caratterizzato i tratti più iconici e identitari dal proprio personale vissuto e punto di vista.

Questo lavoro ha consentito alle e ai partecipanti di esplorare e restituire la morfologia del quartiere, mettendo in luce il dialogo tra moderno e antico che caratterizza questa periferia di Ascoli Piceno. Un processo collettivo di osservazione e reinterpretazione, capace di trasformare lo sguardo in racconto visivo.

Tappa 1: Chiostro della Chiesa dei S. Pietro e Paolo e complesso rigenerato dell’Ex Caserma Vellei

Il Chiostro della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo, prima tappa del nostro itinerario alla scoperta di Campo Parignano, è un gioiello architettonico della città, uno di quei luoghi che sembrano stare ai margini e invece custodiscono un pezzo profondo della memoria urbana. È uno spazio di grande fascino, raccolto e silenzioso ma anche vivo e attrattivo per le sue stratificazioni storiche e per le numerose attività che promuove: la parrocchia è un luogo di aggregazione molto importante per gli abitanti del quartiere e ospita anche attività ricreative e aggregative di tante altre realtà associative a cui apre le porte.

Adiacente al Chiostro, sorge la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, che rappresenta una preziosa testimonianza del romanico ascolano. Fondata nel 1206 dalla religiosa Amata insieme al convento, conserva ancora oggi la sobria eleganza delle architetture medievali realizzate in travertino, pietra che caratterizza il volto della città. L’intitolazione ai Santi Pietro e Paolo avvenne nel maggio del 1969. Le sue forme essenziali, la facciata austera e l’atmosfera raccolta, raccontano una storia lunga oltre otto secoli fatta di fede, trasformazioni e rinascite. Restituita nel Novecento alla semplicità originaria delle sue linee medievali, la chiesa continua a essere un luogo di memoria e identità per la comunità ascolana e una piacevole scoperta per curiosi e turisti.

 

TAPPA 2: Sestiere di Porta Tufilla

Non c’è ascolano o ascolana che non conosca la Quintana: si tratta di una giostra cavalleresca che, sin dalle sue origini, accompagna le celebrazioni in onore di Sant’Emidio, patrono della città.

La Quintana è oggi una delle più importanti rievocazioni storiche d’Italia, che attrae abitanti e turisti e coinvolge l’intera comunità e i suoi sei storici sestieri: Porta Tufilla, Porta Romana, Porta Maggiore, Porta Solestà, Piazzarola e Sant’Emidio.

I cavalieri, in rappresentanza dei rispettivi sestieri, si sfidano in una prova di velocità, precisione e coraggio, lanciandosi al galoppo lungo un percorso a forma di otto per colpire con la lancia il bersaglio del “Moro”, il tradizionale saraceno posto al centro della gara. Attorno alla competizione prende vita un grande affresco collettivo fatto di cortei, tamburi, chiarine, sbandieratori, taverne e costumi storici che trasformano Ascoli in un inedito e pittoresco palcoscenico a cielo aperto.

Più che una semplice rievocazione, la Quintana è patrimonio identitario condiviso, rito che ogni anno rinnova il legame tra la città, la sua storia e le generazioni che la custodiscono.

Il Sestiere di Porta Tufilla, così come gli altri cinque sestieri, è un importante luogo di aggregazione sociale. Luogo intergenerazionale per eccellenza, trova la sua sede all’interno di un ex capannone degli autobus, denominato ex SAUC, oggetto di una recente rigenerazione che ha reso gli spazi più contemporanei, polivalenti e funzionali. Non è raro passare nei pressi del sestiere e trovare musicisti, sbandieratori e sestieranti fare le prove o preparare ottimi pasti per le cene propiziatorie… un’attività che si svolge tutto l’anno e che rende il quartiere vivo e operoso!

Tappa 3: Via delle Zeppelle - Via del calcio spettacolo

Via delle Zeppelle è una delle arterie principali di Ascoli Piceno: una strada che non collega soltanto luoghi ma stratifica identità, memoria e visione urbana. Dal centro città, il grande vialone alberato conduce allo Stadio intitolato “Cino e Lillo Del Duca”, luogo iconico per tutti i tifosi e le tifose ma anche per gli abitanti del quartiere.

Nel tempo, Via delle Zeppelle è diventata molto più di un asse viario: un importante progetto di rigenerazione urbana l’ha ribattezzata “Via del calcio spettacolo”, espressione nata nel 1974 per celebrare la storica promozione dell’Ascoli in Serie A. Il progetto ha dunque trasformato la strada in un museo lineare a cielo aperto: oltre 14 pannelli informativi e installazioni metalliche raccontano oltre un secolo di storia bianconera che va dalla fine dell’Ottocento fino ai giorni nostri, accompagnando abitanti e visitatori in un viaggio in cui il quotidiano incontra la leggenda sportiva e la strada diventa racconto.

L’idea è semplice ma potente: trasformare il tragitto verso lo stadio in un’esperienza immersiva attraverso la quale le tappe salienti che hanno riguardato l’Ascoli Calcio svelano i tratti peculiari di una città che ha tanto da raccontare!

 

Tappa 4: Sant’Emidio alle Grotte e Sant'Ilario

Le Chiese di Sant’Emidio alle Grotte e Sant’Ilario non solo semplicemente due edifici situati “uno di fronte all’altro”: si osservano, si rispecchiano, si parlano attraverso la pietra, il silenzio e secoli di devozione e stratificazioni urbane.

In questo luogo la città rallenta il passo e si fa mistero: Sant’Emidio alle Grotte è caratterizzato da una piccola facciata barocca in travertino il cui interno non è costruito ma emerge dalla roccia. Un posto unico che rapisce, cattura, rimane memorabile agli occhi di chi lo osserva per la sua grazia, la sua originalità, la riservatezza con cui si manifesta sorprendendo chi si avvicina.

Le “grotte” sono reali: cavità naturali, antichi ambienti ipogei trasformati in spazi di culto. Secondo la tradizione, proprio qui si sarebbe conclusa la vicenda di Sant’Emidio, vescovo e martire, patrono della città, in una narrazione che mescola storia e leggenda con una forte potenza simbolica.

Di fronte troviamo il complesso architettonico di Sant’Ilario: negli anni è stato luogo sacro, poi residenziale, poi deposito, poi di nuovo spazio culturale. Oggi è sede dell’Associazione Sant’Emidio nel Mondo, che con passione e determinazione promuove ricerche, pubblicazioni, eventi e iniziative finalizzate a valorizzare l’importanza della figura di Sant’Emidio e le testimonianze in suo onore presenti in tutto il mondo.

 

Tappa 5: Piazza Armando DIAZ

Piazza Armando Diaz non è quella che potremmo definire una piazza “da cartolina” ma una vera e propria infrastruttura sociale nello spazio pubblico.

Si tratta di un luogo che ha da sempre oscillato tra funzione e fruizione quotidiana e potenziale inespresso. Asset urbano rimasto a lungo sotto-utilizzato rispetto ad altri luoghi della città, è stata di recente oggetto di un importante progetto di rigenerazione che ha avuto un obiettivo molto chiaro: riattivare la piazza come dispositivo di comunità.

Il progetto ha lavorato su alcuni driver chiave: ridisegno degli spazi pubblici con pavimentazioni e percorsi più leggibili, incremento del verde e degli spazi per gioco e sport integrati e non più isolati, arredo urbano e sedute per trasformare la piazza in luogo di permanenza e non solo attraversamento, sicurezza attraverso sistemi di videosorveglianza.

Si tratta di un classico caso di rigenerazione a impatto diffuso: niente grandi icone architettoniche ma una somma di micro-interventi che cambiano la qualità della vita quotidiana degli abitanti e di chi attraverserà questo spazio.

Un luogo vivo, abitato, sperimentato, che accoglie e include!

 

Itinerario realizzato nell’ambito del progetto “STAR/E a Campo Parignano” promosso dall’Ass. SPACE in partenariato con la Soc. Coop. Melting Pro, il Comune di Ascoli Piceno, Contemporary DACS ODV, il Sestiere di Porta Tufilla e con il supporto di Bold Stories. Il progetto è stato realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno – CARISAP, nell’ambito del bando “Soluzioni innovative per la valorizzazione di Luoghi, Patrimoni Culturali, Paesaggistici e Comunitari”.

Video realizzati da Andrea Giancarli – Old Boy / Cartoline artistiche realizzate con gli abitanti del territorio a cura di Contemporary DACS ODV / Fotografie realizzate da Francesco Mazzocchi, Ado Brandimarte, Andrea Giancarli e Sara Ferranti