Arte e Cultura

Tor Bella Monaca

Il percorso mette in luce la vitalità creativa di Tor Bella Monaca, guidandoci tra spazi, progetti e iniziative che hanno reso il quartiere un laboratorio culturale. Il Teatro di Tor Bella Monaca, cuore pulsante di attività artistiche e punto di riferimento per l’intera città, si affianca a murales, centri di aggregazione e realtà associative che animano piazze, come l’esperienza di Cubo Libro a Largo Mengaroni. Qui l’arte diventa strumento di relazione, di riscatto e di racconto collettivo: dalle rassegne teatrali ai laboratori con i giovani, dalle installazioni pubbliche alle attività culturali di quartiere. Questo percorso invita a scoprire come la creatività contribuisca a costruire nuove narrazioni, ribaltando l’immagine stigmatizzata del territorio e restituendo valore a una comunità che esprime talento, resilienza e immaginazione.

Le cartoline

Le cartoline di Tor Bella Monaca prendono vita attraverso un percorso di storytelling di comunità condotto da Claudia Bernabucci, in collaborazione con il fotografo Fabio Moscatelli, e ha coinvolto gli abitanti del quartiere a partire dai luoghi che considerano belli e identitari.

Le foto d’autore, scelte dopo un’analisi dei vissuti, sono diventate cartoline in laboratori intergenerazionali, dove i partecipanti hanno condiviso memorie e le hanno significate con la tecnica del collage. Il bianco e nero evoca il ricordo, le decorazioni a colori amplificano l’emozione.

Tappa 1: Adelandia

Adelandia, il Luna Park di Tor Bella Monaca, è un luogo che appartiene all’immaginario e ai ricordi di intere generazioni.
Nato nel 1985 su un’area abbandonata, grazie alla determinazione di Roberto Dell’Acqua. È lui che su un’area abbandonata di via Quaglia, decise di realizzare un sogno, con la complicità della compagna Adele — da cui il nome “Adelandia” – trasformando il luogo da una piccola giostrina in un parco. Sotto le luci colorate del parco sono stati persino girati film con Lino Banfi, Francesco Nuti e Francesca Rettondini. A fine 2019 il parco ha dovuto chiudere, a causa della presunta mancanza di un documento amministrativo legato all’assegnazione dell’area. Una vicenda che ha scosso profondamente il quartiere: in poche ore sono state raccolte più di 1000 firme per chiedere la riapertura. Per gli abitanti, Adelandia non è solo un luna park, ma un luogo identitario, memoria viva di infanzie trascorse e simbolo di comunità che non vuole essere dimenticata.
Oggi, dopo mesi di battaglie e attese, il ritorno di Adelandia è anche il ritorno di una speranza: quella di vedere risplendere ancora le sue luci come punto di incontro, gioco e meraviglia per Tor Bella Monaca.

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TAPPA 2: Largo Ferruccio Mengaroni

Su Largo Mengaroni, oggi il simbolo della rigenerazione a Tor Bella Monaca, si affacciano alcune realtà chiave della vita di quartiere: Il Cubo Libro, micro-biblioteca e spazio di comunità che anima la piazza con letture, laboratori e mostre all’aperto; il “CHE”ntro Sociale e gruppi come Tor Bella Monaca Scuola Popolare, un laboratorio di ceramica e ColorOnda, laboratorio artistico che coinvolge abitanti e scuole.
Dal 2019, grazie al sostegno della Fondazione Paolo Bulgari e a un percorso partecipato che ha coinvolto La Sapienza, Cubo Libro, gli abitanti e altre realtà locali nell’ambito del progetto CRESCO, questo spazio è stato trasformato in una vera e propria piazza educante.
Tre i pilastri dell’intervento: la dimensione educativa, la comunità e l’approccio interprofessionale.
Grazie al primo patto di collaborazione di Tor Bella Monaca, le realtà locali possono oggi prendersi cura e animare i beni pubblici insieme alla pubblica amministrazione e alla cittadinanza.
Largo Mengaroni non è soltanto uno spazio riqualificato: è tornato a essere un punto di riferimento vivo e condiviso, un luogo dove crescere, incontrarsi e immaginare il futuro del quartiere.

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Tappa 3: I Murales di Tor Bella Monaca

Nel cuore di Tor Bella Monaca, la street art è uno strumento di trasformazione e riscatto sociale. I murales sono visibili in vari punti del quartiere, come a Largo Mengaroni, dove l’arte si fonde con la rigenerazione urbana, ma anche nei pressi del Teatro di Tor Bella Monaca, nel comparto R5 e nei diversi plessi scolastici. Una delle realtà più attive è ColorOnda, con sede a Largo Ferruccio Mengaroni, un progetto di street art del 2018, che ha visto la partecipazione attiva della comunità, delle scuole e delle istituzioni. Questi murales non solo decorano, ma raccontano le storie di chi vive il quartiere, diventando simboli di speranza e cambiamento. Al civico n. 3 e 11 di Largo Ferruccio Mengaroni quattro murales trasformano il quartiere in un museo di arte contemporanea a cielo aperto. Il primo murale, dell’artista romano Diamond, è intitolato Surrender. Nel secondo l’artista Solo interpreta alcuni super eroi. Il terzo murale “per andare oltre” di Mosa One, giovane artista italo-egiziano del quartiere. Il quarto è di Andreco e rappresenta un vulcano. Attraverso il colore, Tor Bella Monaca sta scrivendo una nuova narrazione, fatta di partecipazione, creatività e cultura.

Tappa 4: Teatro di Tor Bella Monaca

Il Teatro di Tor Bella Monaca, inaugurato nel 2005 e parte della rete TIC – Teatri in Comune, è  una delle realtà più vive del quartiere. La sua programmazione spazia tra spettacoli, mostre, laboratori e incontri.

La nascita del teatro è legata al Programma Urban Roma, attivo tra il 1996 e il 2006: un intervento ampio che ha investito in nuove opere pubbliche, ma anche in formazione, servizi sociali, opportunità di lavoro e lotta alla dispersione scolastica. Il teatro è tra le opere più significative di quel processo di rigenerazione ed è oggi punto di riferimento culturale per l’intero quadrante est di Roma.

Alle spalle del teatro,  incontriamo  l’Obelisco “Verso lo spazio”, inaugurato nel 1996. Con le sue tre guglie alte 18 metri, emette una luce che raggiunge i 60 metri di altezza. Progettato da Patrizia Molinari, è il 15° obelisco di Roma e visibile dal Gra e dai Castelli.

Dal teatro, volgendo lo sguardo, vediamo anche i pinnacoli della Chiesa di Santa Maria Madre del Redentore, costruita negli anni Ottanta dall’architetto Pierluigi Spadolini. Vale la pena fermarsi a visitarla per scoprire le sculture lignee di Mario Ceroli, che arricchiscono di arte e spiritualità l’interno.

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Tappa 5: R5: la rigenerazione del Progetto PNRR

Nel cuore della città prende vita uno dei più grandi progetti di rigenerazione urbana: la riqualificazione del comparto R5, un lungo complesso residenziale che si snoda per oltre un chilometro lungo via dell’Archeologia. Otto piani, più di 1.200 alloggi e circa 4.000 abitanti: un vero “quartiere nel quartiere”. La trasformazione non riguarda solo gli edifici, ma punta a ridisegnare l’intero tessuto sociale e urbano. Il cantiere, avviato nel 2023 grazie ai fondi PNRR, si sviluppa attraverso i programmi PINQuA e PUI. L’obiettivo è chiaro: edifici più sicuri, efficienti e moderni. Accanto agli interventi strutturali, nasceranno spazi verdi, infrastrutture e luoghi per stare insieme. Elemento centrale è Spazio Cantiere, laboratorio aperto dove cittadini e istituzioni dialogano. Intorno, realtà attive come la Ludoteca Casa di Alice, la Comunità di Sant’Egidio, la palestra di boxe e il centro diurno La Rosa dei Venti. Al piano terra, nuovi spazi destinati a servizi pubblici e luoghi di incontro. Il nostro invito è di guardare oltre i cantieri e immaginare un futuro in cui l’R5 non sia solo un edificio riqualificato, ma un luogo vivo, inclusivo e comunitario.

Itinerario realizzato con il patrocinio di:

Video realizzati da Andrea Giancarli – Old Boy / Cartoline artistiche realizzate con gli abitanti del territorio a cura di Claudia Bernabucci e Cubo Libro

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